4 July 2022 Versione CEI 2008

Modi di dire: Essere testimoni del Vangelo

«Essere testimoni del Vangelo»

L’esigenza della “testimonianza” è un nodo cruciale dell’esperienza (e della storia) cristiana. Essa è chiaramente attestata già nei primi documenti fondativi della Chiesa: è sufficiente ricordare alcuni passi del Nuovo Testamento. Vangelo di Matteo 28,19-20: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli… insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato…»; Prima lettera di Pietro 3,15: «[Siate] Pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi»; Lettera ai Romani 6,13-14: «Non trasformatevi in strumenti di male al servizio del peccato. Offritevi invece come strumenti di bene al servizio di Dio, perché siete come uomini che sono tornati dalla morte alla vita. Il peccato non avrà più alcun potere su di voi, poiché non siete più sotto la legge ma sotto la grazia».

Questi (e numerosi altri) testi pongono inevitabilmente interrogativi: C’è connessione tra sorte di Gesù e vita cristiana? Che significa “seguire Cristo”, essere in lui “battezzati” (= immersi)? Difendere la nostra speranza, quale mentalità e atteggiamenti e quali cambiamenti comporta? In che modo e misura la memoria della passione e risurrezione ci coinvolge nella storia degli uomini?

Da questi interrogativi nasce una duplice esigenza:

  1. l’esigenza di prendere coscienza della situazione concreta, delle esperienze e sofferenze, delle lotte e delle contraddizioni del nostro tempo: di come spesso la nostra vita è determinata dall’esterno, da condizionamenti sociali, economici, politici, religiosi…; di come, spesso, molti dinamismi che muovono il nostro mondo (ideologie, sistemi, pregiudizi, metodi…) muovono anche il nostro mondo interno e personale, impedendoci di essere “soggetti” della nostra storia. Una evoluzione spesso anonima tende a travolgere tutti, generando in molti rassegnazione passiva, un subire la storia, apatia, disinteresse, indifferenza, fragili identità, ricerca di sicurezza, adeguamento alla mentalità dominante;
  2. l’esigenza di prendere coscienza di che cosa significhi Gesù Cristo per un dirsi cristiano e che cosa comporti riferire la propria esistenza a Gesù Cristo crocifisso-risorto: di come il cristiano è chiamato a vivere in una perenne situazione processuale, cioè chiamato di continuo a rendere conto della sua speranza in Cristo; e di come il cristiano possa essere capace di rispondere in pubblico, di sostenere la causa della speranza cristiana, e di come, nella prassi, possa anche alienare la speranza cristiana alleandosi con l’ingiustizia e la menzogna.

Questo dossier intende offrire alcuni contributi di riflessione che possono aiutare anche il lavoro pastorale, sia educativo sia omiletico:

  1. «Essere testimoni del Vangelo»: i significati impliciti di una frase nota, di Alberto Carrara. La “frase nota” chiama in causa la testimonianza del Vangelo: per questo ha bisogno anzitutto di una chiarificazione dei termini. L’autore del contributo procede per passi: precisa in primo luogo in che senso si tratti di “testimoni prescelti”, per poi chiarire il significato di testimone come ricercatore di tracce e come lo “squilibrio” della testimonianza specificamente cristiana abbia a che fare con una parola «che si fa carne».
  2. «Essere testimoni del Vangelo»: punto di vista teologico, di Marco Vergottini. Il punto di vista teologico si concentra sulla qualità della testimonianza credente: dopo breve analisi semantica si prende in considerazione il dato neotestamentario, di cui si evidenzia la prospettiva teologica, per concretizzare infine i tratti distintivi della testimonianza cristiana.
  3. Essere testimoni del Vangelo con la vita, di Daniele Rocchetti. Il fatto di “predicare il Vangelo con la vita” viene qui esemplificato ampiamente attraverso la narrazione della vita di una testimone cristiana del nostro tempo: si tratta di Annalena Tonelli, nata nel 1943 e vissuta per lo più in paesi segnati da miseria e sofferenza, in un impegno continuo per poveri ed emarginati. Una testimonianza frutto di una “scelta radicale” e offerta in uno spirito di umiltà fino alla fine.

Fonte: Servizio alla Parola

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