27 January 2022 Versione CEI 2008

Introduzione generale al Vangelo di Luca

Il Vangelo di Luca, “il più bello che ci sia” (così affermava con enfasi E. Renan), è stato sempre circondato da grande stima e affetto per il fascino singolare di certe sue pagine e l’eleganza dello stile, per la dolcezza con cui dipinge il volto di Cristo e la sensibilità umana dei suoi personaggi.

L’AUTORE

La tradizione antica è concorde nell’indicare l’autore del terzo vangelo in Luca, fedele discepolo di Paolo. Il Canone muratoriano (160-180), il più antico elenco di libri canonici che si conosca, dice: “Terzo è il libro del vangelo secondo Luca. Questo Luca è un medico che, dopo l’ascensione di Gesù, Paolo prese con sé come compagno di viaggio (itineris studiosum). Egli scrisse in nome proprio e secondo il suo punto di vista, per quanto non avesse visto personalmente il Signore nella carne”. E Sant’Ireneo attesta: Luca , discepolo di Paolo, compose il vangelo da lui predicato”.

Luca nasce, secondo la tradizione, ad Antiochia , sede di una comunità cristiana fiorente e missionaria, di cui negli Atti mostra di conoscere molto bene la fondazione,gli animatori,le problematiche, e la sua importanza come base dei viaggi apostolici di Paolo.

Era dotato di buona cultura, come si evince dal prologo , in cui come gli storici ellenistici espone le sue fonti,il metodo e lo scopo della sua opera, dai sincronismi storici, dal lessico e dallo stile. San Gerolamo, grande conoscitore del greco e del latino, oltre che della Bibbia, scrive: “Inter omnes evangelistas greci sermonis Lucas eruditissimus fuit”.

Era medico, secondo la tradizione e Colossesi 4, 14: “Vi saluta Luca,il caro medico”. In greco c’è una frase di estrema tenerezza, “agapetòs”, è il medico prediletto e il collaboratore fedele e costante. Nella 2Tim 4,11 Paolo attesta: “Di fronte all’abbandono di tutti, solo Luca è rimasto con me”.

Appare al fianco di Paolo, missionario per la prima volta a Troade durante il secondo viaggio (cfr. le sezioni in prima persona plurale di Atti (16,10 -17), è con l’apostolo delle genti a Gerusalemme, è accanto a Paolo prigioniero a Cesarea e nel viaggio da Cesarea a Roma; e quindi a Roma durante la prima prigionia (Col 4,14) e la seconda (2 Tm 4.9.11).

A Roma ebbe probabilmente contatti con l’evangelista Marco.

Uomo di notevole cultura ellenistica, è stato membro di una chiesa viva, Antiochia, ed è poi maturato alla scuola dell’Apostolo, condividendo con lui esperienze d’evangeliz -zazione e situazioni di persecuzione.

AMBIENTE E ORIGINE

L’ambiente ecclesiale in cui viene scritto il vangelo di Luca può essere caratterizzato da questi aspetti:

  • La chiesa sta vivendo con slancio e buoni frutti la sua missione evangelizzatrice nel mondo pagano. Luca però avverte insistentemente che prima dell’annuncio occorre porsi sinceramente in ascolto della Parola di Dio.
    È sorprendente che un evangelizzatore come Luca , deciso a comporre negli Atti un’opera tanto densa di spirito missionario, nel vangelo insista più sull’ascolto della Parola che sull’annuncio. Caratteristico l’episodio di Marta e Maria alla fine del Cap.10. Prima di porsi il problema missionario (annunciare la Parola), la Chiesa si ponga in ascolto della Parola e la “conservi” nel suo cuore, solo così saprà mantenere slancio e efficacia missionaria.
  • Si nota in Luca il desiderio di creare un forte collegamento con gli inizi . La sua opera intende ancorare la vita cristiana della sua gente all’origine del cristianesimo. Evidentemente è in atto un pericoloso allontanamento dalle sorgenti e anche una perdita di entusiasmo. La comunità di Luca non avverte la tensione apocalittica , tipica di certe pagine dell’epistolario paolino; non attende come cronologicamente imminente la venuta gloriosa del Signore; davanti ai cristiani si profila una lunga storia da vivere, che dev’essere storia di salvezza nella forza dello Spirito Santo, senza nostalgie e senza rimpianti
  • Decisiva nell’ottica di Luca è la scoperta del tempo della Chiesa. Una forte tensione escatologica aveva rappresentato, per alcuni decenni, una molla vivace per la primitiva comunità cristiana; il suo affievolirsi ora influenza va la visione storica della chiesa che, venendo a mancare di questo stimolo animatore, correva il rischio di assopirsi e di ritornare ad una vita mondana. Non è facile, infatti, mantenersi fedeli in tempi lunghi, attraverso la monotonia snervante e faticosa del quotidiano che si ripete di continuo.
    Proprio l’impegno a costruire una storia nella durata inflessibile del tempo spinge Luca ad aggiungere al Vangelo il libro degli Atti degli Apostoli, dimostrando chiaramente l’intento di dare fondamento solido all’esperienza ecclesiale: la Chiesa continua nel tempo l’opera salvifica iniziata da Cristo.
  • Se la Chiesa ha uno spazio importante nel disegno divino della salvezza, significa che ad essa il Signore ha affidato un impegno e una missione: Luca scrive per la sua comunità proprio per sottolineare tale impegno e missione; e anche con lo scopo di incitare e incoraggiare i cristiani ad una realizzazione generosa di tali compiti, probabilmente perché l’azione pastorale languiva, stava vivendo stancamente, senza slancio r in modo confuso.
  • Altro elemento fondamentale che caratterizza la chiesa lucana è l’esperienza del peccato tra i cristiani stessi : dev’essere stata un’esperienza dolorosa dover constatare che i credenti, dopo un certo lasso di tempo,si comportavano come prima e come gli altri. Luca scrive il vangelo per scuotere la sua Chiesa dal torpore e dal conformismo, soprattutto dall’abitudine del peccato. Paradosso sorprendente :Luca tenero e sensibile quando si tratta di persone, diventa “radicale”, quas i senza sfumature, quando espone gli ideali e i principi evangelici.

LUOGO E DATA DI COMPOSIZIONE

Sul luogo della composizione la tradizione è divergente. Il maggior numero di testi parla genericamente dell’Acaia (= la Grecia meridionale per distinguerla dalla Macedonia); altri, senza argomenti decisivi propongono Cesarea, Alessandria d’Egitto o Roma.

La critica interna può solo dire che Luca ha presente dei cristiani di origine pagana e non palestinese. Il luogo di composizione non era tanto importante da passare alla storia.

Per la data della composizione, le tradizioni antiche non sono precise; ponendo la stesura del Vangelo in stretta relazione con l’Apostolo Paolo e non precisando la data, permettono due differenti opinioni: durante la vita di Paolo, cioè prima del 67, oppure dopo la sua morte.

Le opinioni dei moderni sono alquanto diverse e si basano esclusivamente su osservazioni di critica letteraria: la data significativa presa come punto di riferimento è l’anno 70; la caduta di Gerusalemme. Chi sostiene che Luca ha scritto prima del 70 si basa soprattutto sul brusco finale degli Atti, che si interrompono con l’arrivo di Paolo a Roma nell’anno 61 e non riferiscono nemmeno l’esito del processo e la liberazione dell’Apostolo. Dato che il Vangelo sembra essere scritto prima degli Atti, la sua composizione va fissata agli inizi dell’anno 60.

Chi invece sostiene una data posteriore al 70, vale a dire tra il 70 e il 90, si basa su impressioni che emergono dal testo: sembra che Luca descriva realmente l’assedio di Gerusalemme per opera dei Romani nell’anno 70 (cfr. Lc 19,43-44; 21,20). Ma anche i versetti sulla caduta di Gerusalemme si possono spiegare come riferimenti a testi simili dell’Antico Testamento.

La questione della data di composizione non è comunque rilevante. Rilevante è il testo in sé e l’unanime credito che la Chiesa gli ha riservato fin dall’antichità, perché il Vangelo è nato nella Chiesa.

STRUTTURA DEL VANGELO

È sostanzialmente quella storico-geografica di Marco, con l’aggiunta di una forte accentuazione della centralità di Gerusalemme, dove il Vangelo si apre e si chiude, e da dove iniziano gli Atti degli Apostoli per concludersi a Roma, centro dell’impero.

  1. In Galilea, inizio del vangelo della salvezza: al prologo storico- teologico, seguono due capitoli sull’infanzia di Gesù; predicazione del Battista, Battesimo al Giordano e tentazioni nel deserto (1–4,13). Annuncio del Regno in Galilea con esorcismi, guarigioni e perdono dei peccati, discorso inaugurale nella sinagoga di Nazareth. Vocazione dei primi discepoli. Beatitudini – Parabola del seminatore. Missione dei dodici. Moltiplicazione dei pani. Professione di fede di Pietro. Annunzio della Passione. Trasfigurazione. Secondo annunzio della Passione…(4,14 – 9,50).
  2. Viaggio (salita) verso Gerusalemme (9,51–19,27): è la sezione privilegiata di Luca, il Vangelo del discepolo. Inizia con tre scene di vocazione alla sequela; è scandito da preannunci della passione e da inviti ai discepoli a seguire il Maestro con decisione. La predicazione di Gesù, prima maggiormente kerigmatica, ora si fa più parenetica, esorta ad una risposta generosa alle esigenze della sequela e tocca la vita dei credenti nei suoi aspetti fondamentali:
    • l’amore del prossimo (il buon samaritano in 10,15-37);
    • l’ascolto della Parola (episodio di Marta e Maria in 10,38-42);
    • la preghiera (Padre nostro in 11,1-13),
    • la vigilanza, la povertà e il distacco, la fiducia nella Provvidenza, la rinuncia a quanto si ha di più caro… (12–13–14);
    • le tre parabole della misericordia (15);
    • l’uso della ricchezza (l’amministratore infedele, il ricco e il povero Lazzaro, Zaccheo nei Cap. 16–19);
    • lo spirito di servizio in 17,1-10.
  3. A Gerusalemme si compie l’opera della salvezza (19,28–24,53): ministero nella Città santa, passione, morte, risurrezione e ascensione. Alla fine c’è l’invito esplicito a non partire da Gerusalemme, ma di attendere lo Spirito Santo per cominciare con la sua forza la missione evangelizzatrice in tutto il mondo.

Luca, dotato di una spiccata sensibilità storica, presenta Gesù al centro di tutta la vicenda umana e del popolo di Dio, teologo profondo di una storia della salvezza che egli vede in modo originale e sereno dispiegarsi in tre tappe:

Prima tappa: è il tempo di preparazione, attesa e profezia di colui che doveva venire; è l’Antico Testamento, il tempo di Israele e della promessa, presente in Luca mediante i riferimenti all’AT, i messaggi soprannaturali e i cantici del vangelo dell’infanzia;

Seconda tappa: è il tempo centrale della realizzazione, dell’oggi della salvezza in cui gli annunci dell’AT si realizzano, il tempo di Gesù e dei testimoni oculari, tempo privilegiato cui occorre sempre ritornare;

Terza tappa: è il tempo del compimento della salvezza che può raggiungere i confini della terra; tempo in cui il Cristo Risorto agisce potentemente con il suo Spirito e costruisce la Chiesa in cui l’oggi della salvezza continua.

BIBLIOGRAFIA
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  • Benedetto Prete: Nuovi studi sull’opera di LUCA, ELLE DI CI, Torino 2002.

Il presente testo è stato tratto dal sussidio di Avvento 2006 della Diocesi di San Miniato ed è disponibile anche sul sito della Diocesi stessa: www.sanminiato.chiesacattolica.it ovvero, qui

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