27 January 2022 Versione CEI 2008

Il mistero del corpo e del sangue

Concluse le antiche feste della Pasqua che si celebravano per ricordare l’antica liberazione dalla schiavitù d’Egitto del popolo di Dio, Cristo è passato alla nuova Pasqua e ha voluto che la chiesa la celebrasse in memoria della sua redenzione. Al posto della carne e del sangue dell’agnello sostituì il mistero del suo corpo e del suo sangue. […]

Egli stesso spezza il pane che porge ai discepoli per dimostrare che il suo corpo sarà in futuro spezzato non contro la sua volontà, ma, come dice altrove, egli ha il potere di offrire la sua vita da se stesso e di riprenderla di nuovo (cfr. Gv 10,18). E prima di spezzare il pane, lo benedice con la grazia sicura del sacramento perché insieme con il Padre e lo Spirito santo ricolma di grazia divina la natura umana che ha assunto per sottostare alla passione. Benedisse dunque il pane e lo spezzò perché volle sottomettersi alla morte in modo da dimostrare che in lui era veramente la potenza della divina immortalità e insegnare così che il suo corpo ben presto sarebbe risorto dalla morte. «E preso un calice, rese grazie, lo diede loro e tutti ne bevvero» (Mc 14,23).

Nell’imminenza della passione rese grazie dopo aver preso il pane. […] E lui che non meritò affatto di soffrire, umilmente nella sofferenza benedisse per mostrare come deve comportarsi chiunque non soffre per propria colpa. Infatti, nel momento stesso in cui per compiere ogni giustizia si addossa il peso della nostra colpa, rende ugualmente grazie al Padre proprio per mostrare in che modo dobbiamo sottometterci alla correzione. «E disse loro: Questo è il mio sangue della nuova alleanza, versato per molti» (Mc 14,24).

Poiché il pane rinvigorisce il corpo, mentre il vino agisce sul sangue, misticamente il primo si riferisce al corpo di Cristo e il secondo al suo sangue. Ma poiché è necessario che noi restiamo in Cristo e Cristo in noi, il vino del Signore si mischia nei calici con l’acqua, dato che Giovanni testimonia: «Le acque sono i popoli» (Ap 17,15). A nessuno è consentito di fare offerta di sola acqua o solo vino, come neppure di grano che non sia stato impastato con l’acqua per fame pane.

E questo perché non si pensi che il corpo debba essere separato dalle membra, o che Cristo abbia sopportato la passione non per amore della nostra redenzione, o che noi possiamo essere salvati e offerti al Padre senza la passione di Cristo.

BEDA IL VENERABILE, Commento al vangelo di Marco 4, COL 120, pp. 611-612.

Photo by Debby Hudson on Unsplash

Related Posts

2 Maccabei 6,1-17

I vers. 1-11descrivono la crudele persecuzione subita dal Popolo del Signore per la loro fede e per tutto quello che...

La debolezza di Pietro

Pietro doveva ricevere le chiavi della Chiesa, anzi le chiavi del cielo, e a lui doveva essere affidato il governo...

Letture patristiche della Domenica “della correzione fraterna”

Letture patristiche[1] della Domenica «DELLA CORREZIONE FRATERNA» XXIII Dom. Tempo Ordinario A Mt 18,15-20; Ez 33,7-9; Sal 94; Rm 13,8-10...

Il tuo nome è Comando, alleluia! – Commento al Vangelo di Giovanni 15, 12-17

Il Signore Gesù riesce a coniugare sempre dolcezza e fermezza, rigore e apertura, obbligazione e libertà. Le parole con cui...

Rinascere dalle ceneri del tuo dolore

Non biasimare altri per la tua sorte, perché tu e soltanto tu hai preso la decisione di vivere la vita...

Matta El Meskin – Chiudere la porta

Chiudere la porta (tratto da Matta El Meskin ‘Consigli per la preghiera’) Chiudere la porta Quando Dio ti chiede di...

Gesù: Liberi di accoglierlo o di rifiutarlo

Ecco che all’improvviso siamo posti con le spalle al muro, nella crocifissione della scelta più radicale della nostra vita: accogliere...

Maurizio Mottolese – La Parola-Scrittura nel pensiero e nell’esperienza del giudaismo rabbinico

Qui il file PDF per una lettura (o stampa) migliore. Non si possono nutrire dubbi sulla centralità della Scrittura all’interno...

Il catechista – Una vocazione laicale per tutta la chiesa

Intervento di S.E. Mons. Franz-Peter Tebartz-van Elst durante la Conferenza Stampa di presentazione della Lettera Apostolica in forma di “Motu...

André Louf – L’esperienza spirituale

André Louf (Lovanio 1929) è entrato a vent’anni nell’abbazia trappista di Mont-des-Cats, nelle Fiandre francesi. Eletto abate durante il concilio...

Lectio su “Lettera a Filèmone” 13-25

13Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. 14Ma...

2 Maccabei 6,18-31

Quello che della Parola donata oggi dal Signore alla nostra preghiera e per la nostra salvezza mi pare il “cuore”...

Massimiliano Arena – Portatori di un nuovo ritmo di amore – Mt 5, 20-26

Guardare oltre la legge, completarla con una visione oltre: la visione dell’amore. Solo lo sguardo dell’amore può farci andare sempre...

L’ascolto della parola di Dio

C’è un profondo bisogno di amore in ciascuno di noi, così spesso prigionieri delle nostre solitudini. È il bisogno di...

2 Maccabei 1, 1-9

L’apertura del nuovo Libro si inaugura con una grande conferma della particolarità assoluta della vita e della sapienza del Popolo...

Comments
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.