27 January 2023 Versione CEI 2008

Celebrare l’Avvento

Si può estendere ad ogni parte dell’anno liturgico, quindi anche all’Avvento, l’affermazione fatta dalla CEI nel documento Il giorno del Signore, riferita alla domenica: «La celebrazione della Domenica è per la Chiesa un segno di fedeltà al suo Signore. (…) La Chiesa, infatti, lo ha ricevuto, non lo ha creato: esso è per lei un dono. Può goderne, ma non può né manipolarlo né cambiarne il ritmo, o il senso, o la struttura; esso infatti appartiene a Cristo e al suo mistero» (CEI, Il Giorno del Signore, 3). In questa prospettiva quando “entriamo” in un tempo dell’anno liturgico dobbiamo sempre avere questo atteggiamento: la realtà che viviamo «appartiene a Cristo e al suo mistero»; la Chiesa «l’ha ricevuta come dono». Per questo occorre che ci lasciamo “narrare” dai riti, dalle preghiere, dalle letture qual è quella realtà che appartiene al mistero di Cristo che di volta in volta celebriamo.

Ascoltare la natura

Il primo elemento che ci parla del significato dell’Avvento, ancor prima dei gesti e dei gesti liturgici, è la natura stessa con i suoi ritmi stagionali. Siamo nel tempo autunnale/invernale, quando i giorni si accorciano sempre di più, le tenebre sembrano prevalere sulla luce e la natura sembra assopirsi e morire. Gli alberi si spogliano delle loro foglie, non vediamo più i vivaci colori dei fiori della primavera e dell’estate. La natura quindi con il suo silenzioso linguaggio ci invita a meditare sul senso della storia; a guardare all’orizzonte della storia dell’umanità per scorgere un segno di speranza, per cogliere una presenza e ravvivare l’attesa di un incontro. Se sappiamo ascoltare i segni delle stagioni, già possiamo scoprire qualcosa di ciò che celebra il tempo di Avvento: una storia che attende l’incontro con il suo Signore.

Ascoltare i testi liturgici

Ma anche i testi liturgici custodiscono per noi il significato dell’Avvento. In essi scopriamo la «duplice indole» di questo tempo liturgico: quella che guarda al passato, quindi all’incarnazione, e quella che invece è protesa al futuro nella vigilante attesa del ritorno del Signore. L’accento posto sull’attesa escatologica è molto forte. L’Avvento è un tempo che, pur radicato nell’evento storico dell’incarnazione, celebra il futuro del ritorno del Signore. Non possiamo mai separare, come se si trattasse di due temi uno disgiunto dall’altro, la dimensione storica e quella escatologica.

Per comprendere il senso che il tempo di Avvento ha recuperato nella liturgia romana post-conciliare, si può prendere come punto di riferimento il Prefazio I dell’Avvento nel Messale Romano: «Al suo primo avvento nell’umiltà della condizione umana egli portò a compimento la promessa antica e ci aprì la via dell’eterna salvezza. Quando verrà di nuovo nello splendore della gloria, ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa». È significativo che perfino alle soglie della celebrazione del Natale, nella colletta della celebrazione vigiliare la «duplice indole» dell’Avvento venga tenuta insieme: «O Padre, che ci allieti ogni anno con l’attesa della nostra redenzione, concedi che possiamo guardare senza timore, quando verrà come giudice, il tuo unigenito Figlio che accogliamo in festa come redentore».

Come è intuitivo, anche le orazioni di introduzione seguono la parabola di questo tempo di attesa, che va dall’attesa del ritorno finale del Signore al celebrare il suo primo avvento nella carne. Il carattere del tempo – che unisce alcuni elementi di austerità (colore delle vesti, omissione del Gloria, sobrietà nell’uso dei fiori e dell’organo) ad un certo tono festivo – è confermato dallo stile dei testi delle orazioni. Si parte perciò da un marcato senso escatologico, per passare presto al canto sempre più gioioso dell’imminente Natale del Signore. Il tema mariano, come richiamato da Paolo VI, trova nell’Avvento il suo ambiente più opportuno. Possiamo ancora aggiungere che il numero delle collette è passato dalle 13 presenti nel Messale di Pio V alle 29 proposte dal Messale di Paolo VI.

Ascoltare la Parola

Anche le letture presentate dal Lezionario ci invitano a non separare la dimensione escatologica della celebrazione dell’Avvento dal tema della venuta storica del Redentore. Infatti anche i testi evangelici dell’ultimo periodo dell’Avvento, che presentano le figure di Giovanni Battista e di Maria, e che riportano la narrazione di ciò che precede la nascita di Gesù, sia nel contesto biblico sia in quello liturgico presentano al contempo un significato escatologico che rimanda al compimento delle promesse di Dio per la storia dell’umanità in cammino verso il Regno che viene.

Celebrare

Dall’unitarietà delle due tematiche dell’Avvento, cercando di non far prevalere la dimensione storica su quella escatologica, deriva lo stile celebrativo di questo tempo liturgico e anche le attenzioni che si possono avere nella preparazione delle celebrazioni sia dal punto di vista rituale che da quello omiletico, per vivere più intensamente e concretamente l’attesa escatologica, l’unica del tempo della Chiesa, nella collaborazione alla incarnazione di Cristo nel mondo e nell’uomo d’oggi.

Come gesto che accompagna il tempo di Avvento si potrebbe valorizzare la «Corona di Avvento», ormai molto diffusa, sebbene non appartenente alla nostra tradizione. Nei primi Vespri o nella Messa vespertina del sabato sera si potrebbe accendere ogni domenica una delle quattro candele della «Corona», per sottolineare il tema della luce che aumenta fino alla sua pienezza nell’Incontro con il Signore che viene a rischiarare l’oscurità e le notti dell’umanità.

In questo tempo liturgico è preferibile un uso più sobrio della decorazione floreale della Chiesa per evitare di anticipare la gioia piena della Natività del Signore (cfr. OGMR, 305) e per dare anche maggiore rilevanza alla «Corona di Avvento».

Per la preghiera dei fedeli si potrebbe utilizzare in alcune domeniche la possibilità di rispondere ad ogni intenzione di preghiera con alcuni istanti di silenzio. Questa modalità di risposta dell’assemblea nella preghiera dei fedeli potrebbe essere estesa a tutto il tempo di Avvento, oppure anche solamente l’ultima domenica.

Fonte: Sussidio di Avvento e Natale 2022 CEI

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